I controlli per il rilascio della patente sono superficiali? Troppo

Secondo una ricerca condotta dall'Università Bicocca di Milano su un campione di 960 persone (rappresentative della popolazione italiana) il 18,6% dei volontari sottoposto ai test ha rivelato un'acutezza visiva e l'1,9% una visione cromatica inadeguate, il 2,35% un campo visivo inidoneo, il 24,5% una visione notturna insufficiente e il 3,2% una visione binoculare inadatta. Tutti, naturalmente, erano regolarmente muniti di patente.
Cifre allarmanti, che lo studio mette in correlazione con un altro dato importante: il 59,13% degli incidenti stradali è determinato da cause direttamente o indirettamente attribuibili alla "scarsa capacità percettiva" del guidatore. Si va dal mancato utilizzo delle lenti all'abbagliamento, all'elaborazione non ottimale delle "informazioni" raccolte attraverso gli occhi. Rientrano in questa casistica, per esempio, gli incidenti imputati nei verbali delle forze dell'ordine a comportamenti come la "guida distratta o indecisa", ma anche quelli dovuti ai segnali di "stop" bruciati e alle "precedenza a destra" non rispettate, nonché gli investimenti di pedoni sulle strisce.
Insomma, vederci bene per chi guida è fondamentale, ma il "processo visivo" è influenzato da molti fattori: la luminosità dell'ambiente, le caratteristiche dell'oggetto che si osserva, la capacità visiva del soggetto, il suo stato psicofisico e molto altro ancora. Il problema è che tutto ciò viene tenuto in scarsa considerazione dalla normativa italiana per il rilascio e il rinnovo della patente. E questo, tenendo conto anche dell'invecchiamento generale della popolazione, può costituire un fattore di rischio non trascurabile. Secondo il Codice della strada per poter ottenere il documento di guida bisogna possedere un campo visivo normale, un senso cromatico in grado di distinguere rapidamente e con sicurezza i colori usati nella segnaletica, una visione notturna sufficiente e una corretta visione binoculare. Per le patenti A e B è richiesta un'acutezza visiva non inferiore a 10/10 complessivi, con non meno di 2/10 per l'occhio che vede di meno, raggiungibile anche con lenti. Di fatto, però, in Italia l'unica cosa verificata in sede di accertamento dell'idoneità alla guida è l'acutezza visiva, che si misura con le ben note tavole di lettere da leggere da una certa distanza. Niente controlli sul campo visivo periferico, né sulla capacità di discernere i colori o sulla corretta visione binoculare: tutte verifiche previste, invece, dalla
patente nautica…