Hyundai Veloster Turbo
Le nostre impressioni di guida

Pubblicata il 20/07/2012 | tag: Hyundai, Hyundai Veloster, Hyundai Veloster Turbo



Sotto il cofano arriva il turbo, e la Hyundai Veloster non lo manda a dire: il frontale seriamente incattivito dalla calandra più grande e dalle profonde incisioni che segnano il paraurti, le bandelle sotto le porte, la coda col voluminoso estrattore e il doppio scarico centrale, ne cambiano radicalmente i connotati. Senza intaccare, ovviamente, la maggior prerogativa della sua carrozzeria, la curiosa asimmetria delle porte: una a sinistra, due sulla destra.

Peculiarità. Dentro, spiccano i sedili anatomici, con tanto di scritta "turbo" sugli schienali e profili in colore, ripresi sugli altrettanto vistosi maniglioni che corredano i pannelli porta. Non cambia invece il quadro strumenti, né servivano aggiustamenti per la posizione di guida, già "impostata bassa" sulla coupé dotata del tranquillo 1600 aspirato. Del quale il turbo conserva sia l'architettura di base sia l'alimentazione a iniezione diretta.

Come va. Ma il carattere ovviamente è ben diverso, anche più di quel che suggerirebbe l'incremento della potenza massima, da 140 a 186 CV. Non aspettatevi però una cattiveria estrema: la scelta di giocare prevalentemente sulla coppia (che oltre a essere abbondante, 265 Nm, è pure piatta, da 1.500 a 4.500 giri) fa sì che tanto in accelerazione quanto in ripresa la risposta sia pronta, intensa, ma mai esplosiva. Insomma, anche se la sovralimentazione è consistente (il picco è di 1,24 bar) non c'è mai quel botto, quella scarica istantanea di cavalli che di norma ci si aspetta quando si parla di turbo. In compenso, la spinta non manca mai, tanto che spesso si può fare a meno di ricorrere al cambio. A proposito, il sei marce manuale vanta innesti secchi e decisi, anche se i movimenti della leva non sono brevissimi. In alternativa, la Veloster Turbo propone il doppia frizione da poco introdotto dal gruppo Hyundai. Che, per la cronaca, le regala un vantaggio di 3/10 sullo 0-100, rispetto agli 8"4 di cui è accreditata la sei marce manuale. Non eccelsi invece, in relazione alla potenza disponibile, i 214 orari di punta dichiarati per l'una e per l'altra dalla casa coreana.

Assetto e confort. Per quanto deciso, anche il comportamento stradale risulta tutt'altro che estremo: già ben provvista di reattività nell'esecuzione di base, qui la Veloster guadagna ancora qualcosa in prontezza di inserimento, col contributo dei 215/40 da 18" che stanno ai suoi piedi, oltre che degli opportuni adattamenti di assetto. Che peraltro non trasformano la coupé coreana in un asse da stiro: l'assorbimento sullo sconnesso resta più che decoroso, tale da permettere di reggere in tutta tranquillità anche gli spostamenti a lungo raggio. Altrettanto contenuto il rumore, un po' perché il turbo ne "assorbe" di suo, un po' perché la stessa scelta dei rapporti si rivela, una volta di più, misurata: 3000 giri di sesta a 130. Peccato solo per la tonalità: un suono un po' più corposo non avrebbe guastato, magari lavorando un po' sull'aspirazione…


In arrivo a fine anno. In Italia la Veloster turbo sarà in vendita dal mese di dicembre. Prezzi da definire, prevedibilmente con base attorno ai 26 mila euro. Ovvero, circa 4.000 euro in più della 1.600 aspirata.

Massimo Nascimbene

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13 commenti



  1. Avatar utente
    Luke the duke | Bologna | 33 anni
    20 luglio 2012 alle 18:22

    Secondo me merita almeno una prova! Anche se di fatto non ne ho ancora vista una circolare !!!

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    Christian Carullo | Arsago seprio
    21 luglio 2012 alle 23:08

    io ho provato l'aspirato e le maggiori pecche sono proprio le cose fondamentali su di una sportiva, il volante, poco diretto e morbido, e il cambio, leva mal posizionata e troppi centimetri da farle percorrere da una marcia all'altra

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    Renato Lorini | Brescia
    20 luglio 2012 alle 19:39

    vista ieri dal vivo su strada qua a brescia...molto scenografica...o la si odia o la si ama....a me piace!

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    Gennaro Larizza | Palizzi
    20 luglio 2012 alle 20:30

    Davvero un'ottima auto! Brava Hyundai!

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    Massimo Manna | Pandino
    21 luglio 2012 alle 03:21

    Continuano a non sbagliare un colpo...oramai non è più un caso ma una filosofia aziendale vincente come dice lo slogan "A New Way of Thinking"

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    Lorenzo Zanetti | Milano
    22 luglio 2012 alle 19:17

    Ne ho vista una tempo fa in piazza fontana, gialla (aspirata, ovviamente). Sicuramente non si passa inosservati, è assolutamente particolare. L'estetica non mi dispiace affatto. Non l'ho guidata, però ho letto vari commenti e recensioni (incluso uno di Clarckson), e sembra che prometta un po' più di quello che mantiene. Magari questa turbo è un po' meglio.

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    Lorenzo Zanetti | Milano
    22 luglio 2012 alle 19:20

    Comunque, la domanda è: perché l'hanno rovinata con quel bigietto opaco? Perché c'è questa moda orribile dei colori opachi? Sembra uno scarafaggio con questo tipo di vernice! Questa è un'auto per colori vivaci e lucidi secondo me...