Castelli e colline del Monferrato

Pubblicata il 22/02/2012

Tra strade tortuose e filari d'uva, un itinerario che da Casale porta ad Asti

Casale Monferrato: Piazza Mazzini

Tappe

  • Casale Monferrato - Cereseto:14,8 km
  • Cereseto - Moncalvo:7,8 km
  • Moncalvo - Villadeati:16,6 km
  • Villadeati - Murisengo:4,5 km
  • Murisengo - Gallareto:18,2 km
  • Gallareto - Asti:28,1 km

Lunghezza del percorso: 90 km
Tempo di percorrenza: 3 h (soste a parte).
Altezza massima: 410m s.l.m.

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Cucchiaio d'argento

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Percorso
Lasciate Casale e imboccate la ex statale 457 (ora provinciale 457), seguendo le indicazioni per Asti. Superata la zona industriale di Ozzano, procedete seguendo le indicazioni per Cereseto e Moncalvo. Superato il bivio con la 455 per Vercelli, attraversate il borgo di Cereseto e proseguite passando per Moncalvo, Gessi, Alfiano Natta, Villadeati. Qui imboccate, a destra, la 590 in direzione Murisengo. La strada procede dritta verso Chivasso, ma voi prendete a sinistra per Montiglio. Passate da Piovà Massaia a Gallareto, dove vi immetterete sulla statale 458 per Asti. Cosa vedere
Si può cominciare dal centro di Casale Monferrato: duomo romanico-gotico con due campanili del Duecento, chiesa barocca di San Filippo Neri (la cupola, forse, è opera di Guarino Guarini), palazzo Treville in via Mameli. In via Cavour si trovano i Musei Civici, all'interno dell'ex convento di Santa Croce, che racchiudono la gipsoteca "Leonardo Bistolfi" con 180 opere dell'artista e la Pinacoteca (con opere tra il XV e il XX secolo). Da via Mameli si raggiunge Casa Tornielli, in via Camina, un edificio gotico fatto costruire dai Marchesi Del Carretto nella seconda metà del Quattrocento. Meritano anche il castello dei Paleologhi, palazzo Gambera-Mellana, la sinagoga (recentemente restaurata è una delle più belle d'Italia), palazzo di Anna d'Alençon, la torre Civica vicino alla chiesa del Seicento di Santo Stefano, palazzo Ricci, la chiesa gotica di San Domenico (spicca il portale rinascimentale in pietra).
Ma Casale Monferrato è rinomato anche per i crumiri: biscotti ricurvi (a base di burro, uova, zucchero e farina) inventati nel 1870 dal pasticcere Domenico Rossi. Strada facendo verso Ozzano, merita una visita il castello di San Giorgio Monferrato, datato X secolo ma che comparirebbe già in una mappa dell'856 (e quindi, forse, il più antico della zona). Nei secoli passò di mano in mano – dagli Avogadro ai Gonzaga – e venne poi distrutto dagli spagnoli. Nel Seicento riottenne il suo splendore grazie alla famiglia Gozani, che aggiunse il giardino all'italiana e una cappella opera del Ferroggio (allievo dello Juvarra). Proseguendo poi per Cereseto (consigliata è una visita allo spettacolare "sacro monte" di Crea) dopo un tratto di pianura la strada si inerpica sulla collina dove sorge Moncalvo, a circa 300 metri d'altitudine. La "più piccola città d'Italia" racchiude nella cinta muraria chiese che accolgono opere di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, che nel Seicento qui visse e lavorò. Fra queste la chiesa di San Francesco (che contiene anche tele della figlia Orsola) che ospita anche la tomba del pittore. Tutti gli anni, nelle ultime due domeniche di ottobre, vi si svolge una importante Fiera del tartufo, giunta ormai alla 58esima edizione. Superate le frazioni di Gessi, Alfiano Natta e Cardona si arriva a Villadeati. Vi si può ammirare la villa (sorta sulle ceneri dell'antico castello dei Visconti di Valenza) che l'avvocato Giacinto Magrelli nel Settecento, fece costruire, caratterizzandola con quattro serie di terrazze e gallerie che seguono il declivio della collina. Negli anni Settanta il complesso fu fatto restaurare da Gian Giacomo Feltrinelli.
Da visitare la chiesa di San Remigio (patrono del paese) che contiene due tele attribuite al Moncalvo, la chiesa di San Giacomo e quella di San Raffaele. Si raggiunge così Murisengo – altro punto di riferimento per il commercio dei tartufi dell'intera val Cerrina – e da qui Montiglio: notevoli il castello Borsarelli di Rifreddo che ospitò la corte del marchese del Monferrato, il castello settecentesco di Colcavagno e le pievi romaniche di San Lorenzo e San Sebastiano. Lasciandosi alle spalle Piovà Massala e Gallareto si imbocca la 458 (per chi ama le chiesette isolate, è interessante una visita a San Nazario nei pressi di Montechiaro, borgo fortificato del Duecento, buon esempio del romanico astigiano). Ed ecco Asti il cui centro storico è circondato da una cerchia interna di mura, il "recinto dei Nobili" (quella più esterna era il "recinto dei borghigiani"), che racchiudeva i palazzi del potere: il palazzo del Comune, Il complesso del Duomo, la collegiata di San Secondo, le torri e le dimore delle famiglie nobili astigiane. Ad Asti si trova la Cattedrale gotica più grande del Piemonte, Santa Maria Assunta e San Gottardo, e (ogni terza domenica di settembre) si corre il Palio più antico d'Italia. Terra di delizie
Per i golosi il Monferrato è zona di altissimo interesse, e ovunque si possono trovare specialità rinomate. I tartufi bianchi, ovviamente, ma c'è ben altro.

• Il cardo gobbo di Nizza (in bagna cauda), presidio Slowfood.

• I bolliti.

• I ravioli del plin (piccolissimi, in brodo o asciutti).

• La finanziera (piatto di origine medioevale, con animelle, creste di gallo, fegatini di pollo, funghi freschi, sottaceti, prezzemolo, marsala secco).

 • Il fritto misto (con innumerevoli ingredienti, dalle salsicce al fegato, dalle mele agli amaretti).

• I tajarin (tagliolini)

• I salumi: dalla salama o salamà (un insaccato cotto, prodotto con carni di suino e lardo, insaporito con chiodi di garofano, pepe, cannella e vino rosso) alla "muletta", così chiamata per l'impiego del budello equino.

• La panissa, a base di riso, fagioli, salamino e lardo.

• I vini. Molti sono notissimi, dalla barbera d'Asti e del Monferrato, al grignolino. Meno noti il ruché di castagnole Monferrato e la malvasia di Casorzo.



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